Le feste pasquali: un intenso periodo di soccorsi alpini in tutta Italia

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Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha vissuto un fine settimana pasquale particolarmente impegnativo tra il 4 e il 6 aprile 2026, con ben diciassette interventi registrati su tutto il territorio italiano, dalla Sicilia alle vette alpine. Le operazioni hanno riguardato una vasta gamma di situazioni critiche, tra cui escursionisti in difficoltà, incidenti in alta quota e, purtroppo, due eventi tragici con esito fatale. Questo bilancio parziale sottolinea la crescente frequentazione delle aree montane e naturali durante i periodi di festa e l'indispensabile lavoro di prevenzione e intervento del CNSAS. Molti degli incidenti sono stati causati da cadute o dalla presenza di neve residua, mentre altri sono stati più gravi, coinvolgendo scialpinisti, valanghe e appassionati di volo libero.

Sabato 4 aprile ha visto il Soccorso Alpino attivo su diversi fronti. In Friuli Venezia Giulia, a Travesio, dodici tecnici del Soccorso Alpino di Maniago sono intervenuti per un incidente tra due parapendii; uno dei piloti, dopo l'impatto, è rimasto impigliato in un albero a dieci metri da terra ed è stato recuperato con tecniche di tree climbing, senza gravi conseguenze. Sempre in Veneto, a Valdobbiadene, un parapendista tedesco si è infortunato durante l'atterraggio ed è stato trasportato in ospedale con l'elicottero. Tragedia invece in Sicilia, a Ispica, dove il Soccorso Alpino ha recuperato una persona precipitata da una parete di sessanta metri, purtroppo senza vita. Nelle Alpi, due gravi incidenti di scialpinismo hanno segnato la giornata: uno scialpinista è precipitato sul Monviso a 3700 metri, il cui corpo è stato ritrovato in condizioni incompatibili con la vita, e un altro è caduto per oltre cento metri sotto Cima Mosca nelle Dolomiti, soccorso dall'elisoccorso. La domenica di Pasqua è stata caratterizzata da un'intensità di interventi ancora maggiore. In Friuli Venezia Giulia, un uomo è stato recuperato dopo una caduta in una scarpata a Trieste, e una donna è caduta lungo un sentiero a Castelmonte. Nel Veneto, a Lusiana Conco, le squadre hanno ricercato un anziano disperso, ritrovato in serata grazie all'unità cinofila. In Sicilia, un escursionista portoghese di 22 anni è stato soccorso su una cresta tra Monreale e San Martino delle Scale. Uno degli eventi più gravi è stata una valanga sulle Alpi orientali che ha travolto uno scialpinista, trasportato in ospedale in condizioni critiche. In Lombardia, a Mandello del Lario, due incidenti simili si sono verificati quasi simultaneamente su un sentiero. Infine, un incidente mortale si è verificato sul versante francese del Monte Bianco, dove uno scialpinista di 32 anni è precipitato sull'Aiguille Verte, i tentativi di rianimazione sono stati vani. Il lunedì di Pasquetta ha proseguito con numerosi interventi, principalmente legati all'escursionismo. In Friuli Venezia Giulia, tre interventi hanno richiesto il soccorso per un uomo con una probabile frattura alla caviglia a Barcis, una donna scivolata sulla neve a Moggio Udinese e una donna con trauma cranico a Tramonti di Sopra. In Veneto, sul Monte Baldo, un'escursionista è stata recuperata con sospetta frattura al femore, mentre sull'Altopiano di Asiago, un escursionista stremato è stato bloccato nella neve.

L'operato del Soccorso Alpino e Speleologico durante le festività pasquali è una testimonianza eloquente del loro incessante impegno nel garantire la sicurezza in montagna. Questi uomini e donne, spesso volontari, mettono a rischio la propria vita per salvare gli altri, affrontando condizioni estreme e situazioni imprevedibili. Il loro coraggio, la loro professionalità e la loro dedizione sono un faro di speranza e un esempio di solidarietà, ricordandoci l'importanza di affrontare la natura con rispetto e prudenza, ma anche di valorizzare chi ogni giorno si prodiga per il bene comune in contesti di emergenza.

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